Guidonia Montecelio

Guidonia Montecelio

Fig. 2. Il sarcofago durante il rinvenimento
Provincia
Roma
Località
Le Fosse
Tipologia
sepoltura
Autore della scheda
Zaccaria Mari

Descrizione

Nel settembre 2015 è stato scavato e recuperato a Sud-Est del centro urbano di Guidonia, loc. Le Fosse, un sarcofago liscio in tufo individuato nel 2014 durante indagini archeologiche preliminari alla realizzazione di un progetto edilizio. Il sito del rinvenimento si trova nel cuore della piana di travertino che si estende ai piedi dei monti Tiburtini (Fig. 1). Il sarcofago (dim. esterne cm 190 x 60, alt. 82), oggi conservato nel Museo Civico Archeologico “Rodolfo Lanciani” di Montecelio, era calato in una fossa poco più larga, regolarmente tagliata nello strato roccioso superficiale meno compatto (c.d. “testina”), che si è dovuta sacrificare per effettuare la rimozione (Figg. 2-3). Subito sotto il livello di campagna era il coperchio a doppio spiovente che si è potuto recuperare solo in parte perché notevolmente fratturato. La sottostante cassa era invece intatta, solcata soltanto da lievi fratture. All’interno giaceva lo scheletro di un adulto disteso in perfetta connessione (attualmente in studio presso il laboratorio di antropologia nel santuario di Ercole Vincitore a Tivoli), privo di corredo (Fig. 4). Sulle pareti esterne della cassa sono evidenti i segni della lavorazione con l’ascia (Fig. 5), l’interno invece appare lavorato con la subbia. Sono stati utilizzati due tipi diversi di tufo: litoide e beige chiaro quello della cassa, meno compatto e beige chiaro quello del coperchio. Il sarcofago si apparenta a numerosi altri esemplari di produzione locale, tutti di semplice e talora rozza fattura, in genere senza corredo, databili orientativamente al IV-III sec. a.C., rinvenuti nelle necropoli della vicina Tibur e nell’ager Tiburtinus. Quello in esame fa molto probabilmente parte di altre tombe che, non è escluso, possano essere riferite alla fase medio-repubblicana della vicina villa in loc. casale dei Pastini, di cui sono documentate le strutture murarie databili a partire dal I sec. a.C.

Lo scavo è stato seguito e documentato da Fabiana Marino.

Bibliografia

Z. Mari, Tibur, pars tertia, “Forma Italiae” I, 17, Firenze 1983, pp. 390-393, n. 414, V. Cipollari, Una villa romana con cisterna al Casale dei Pastini (Guidonia Montecelio), “Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e d’Arte” 85, 2012, pp. 169-185 (sulla villa); Z. Mari, Scoperte archeologiche nel territorio tiburtino e nella Valle dell’Aniene (VIII), “Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e d’Arte” 84, 2011, pp. 127-129, n. 1, Z. Mari, Scoperte archeologiche nel territorio tiburtino e nella Valle dell’Aniene (VIII), “Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e d’Arte” 89, 2016, pp. 66-67, n. 3 (sui sarcofagi).

Fig. 2. Il sarcofago durante il rinvenimento Fig. 3. Il sarcofago durante il rinvenimento Fig. 4. Interno del sarcofago Fig. 5. Particolare della cassa
Fig. 1. Localizzazione del rinvenimento (rif. Carta Archeologica della Provincia di Roma, 2004, Tav. LXXIII)